Vino Contraffatto in Cina – Come Proteggere il Tuo Marchio di Vino e Liquori in Cina

La Cina è riconosciuta come uno dei maggiori produttori mondiali di merce contraffatta. I produttori di vino hanno validi motivi di preoccupazione quando decidono di introdurre i propri prodotti in Cina. Questo articolo analizza il problema del vino contraffatto e fornisce indicazioni su come proteggere il proprio marchio di vini e liquori in Cina.

La contraffazione di marchi e brevetti in Cina è considerato un problema a livello globale. La pratica della contraffazione continua ad allargarsi in maniera esponenziale anno dopo anno. Dietro a questa pratica si nascondono spesso organizzazioni criminali e riciclaggio di denaro sporco.

Il problema è particolarmente preoccupante quando coinvolge prodotti che comportano pericoli per la salute e il benessere di una persona. Questo include prodotti agroalimentari, medicine, le automobili e altri beni di lusso. CD, DVD e prodotti legati all’industria dell’intrattenimento vengono regolarmente falsificati e venduti. Fra i prodotti oggetto di questo crimine si trova anche il vino contraffatto.

La contraffazione in Cina non riguarda solo i prodotti importati. Infatti, il 97% delle controversie giudiziarie civili in materia di contraffazione riguarda aziende cinesi. Considerato a livello globale, secondo l’OMC, il vino contraffatto potrebbe causare danni pari al 20% del commercio mondiale di vino.

Va notato che dei 300 casi trattati dall’organizzazione francese Institut National de l’Origine et de la Qualité (INAO), il 25% ha visto la Cina coinvolta. La quota di vini contraffatti in Cina è stimata intorno al 40%.

Contraffare vino francese e italiano è ideale in quanto è piuttosto difficile per un normale consumatore distinguere le differenze tra vino falso e genuino, rispetto a quanto accade invece per altri vini, come ad esempio il Malbec argentino. Nel settore del vino, i seguenti segnali possono aiutare a riconoscere un vino contraffatto:

  • la contraffazione non professionale è facilmente identificabile a causa dell’esistenza di numerose incongruenze sull’etichetta
  • la contraffazione professionale, in particolare da parte di gruppi ben organizzati e dotati di ingenti finanziamenti, può rivelarsi più difficile da distinguere. Le loro attività possono includere anche l’imbottigliamento di vino di buona qualità in bottiglie di alta qualità preparate appositamente.

Come osservato da Franck Desevedavy, avvocato e specialista del vino che opera in Cina dal 1995, in Cina ci sono più scorte del Romanée Conti 1945 e Château Lafite 1982 di quelle effettivamente prodotte. La contraffazione dei vini in Cina non riguarda solo il Grand Cru. Anche Casal, l’azienda che distribuisce il vino Vinovalie in Cina, ha denunciato di essere stata vittima della contraffazione dell’annata Saint Michel.

Proteggi il tuo Marchio Prima di Entreare nel Mercato

La Cina riconosce i diritti di proprietà intellettuale (PI) e dispone di leggi in materia. Inoltre, in qualità di membro dell’OMC e firmataria di accordi bilaterali e convenzioni internazionali in materia di proprietà intellettuale e marchi, la Cina si impegna a rispettare le leggi nazionali e internazionali pertinenti. I produttori che intendono commerciare vino in Cina dovrebbero, pertanto, assicurare la loro protezione attraverso l’uso di queste leggi prima di entrare nel mercato cinese.

Il costo per garantire la protezione di un marchio varia da 500 a 900 euro. Secondo la legislazione sui marchi della Cina, i vini sono classificati nella classe di prodotto 33: “Bevande alcoliche (eccetto birre); vini alcolici; liquori e distillati; alcopops; cocktail alcolici”. Occorrono circa 12-18 mesi prima della convalida della procedura.

Va notato che dal 1980 la Cina attribuisce importanza alle Indicazioni Geografiche, soprattutto in relazione al tè o ai vermicelli. I marchi stranieri sono spesso registrati in Cina da aziende cinesi. Nell’approvare o respingere le domande di marchio, le autorità valutano se un’azienda può rivalersi contro le imprese cinesi esistenti.

Questo errore è stato commesso nel 2009 dall’azienda francese Castel Frères SAS quando la sua società Languedoc è entrata in conflitto con la società cinese Panati Wine e il suo proprietario Li Daozhi. Quest’ultima ha accusato il gruppo francese di aver violato il marchio “Ka Si Te“, la trascrizione fonetica in mandarino di “Castel”, che l’azienda utilizza dal 2000. Questo caso non è stato giudicato solo dai tribunali cinesi, ma anche dai tribunali internazionali che hanno condannato l’azienda francese a pagare un ingente risarcimento (link in italiano.)

È importante essere particolarmente vigili quando si presentano nuovi marchi e nuovi prodotti, ad esempio in occasione di fiere in Francia o in Europa, su siti web o brochure. Questi sono i mezzi attraverso i quali i contraffattori si fanno un’idea di quali prodotti falsificare. Inoltre, non è consigliabile delegare agli importatori la responsabilità della creazione delle etichette dei prodotti stessi.

Secondo uno studio condotto da Wine Intelligence nel 2013, il 44% della popolazione cinese è preoccupato per il vino contraffatto. In questo contesto, adottare sistemi per garantire l’autenticità dei prodotti può essere particolarmente rilevante in questo mercato. Un esempio è Prooftag, che ha sviluppato una gamma completa di strumenti e servizi dedicati alla lotta alla contraffazione e ai mercati paralleli. Questi includono bubble code ™ e bubble seal ™ che garantiscono l’integrità della bottiglia per evitare tentativi di ri-imbottigliamento. Questi sistemi sono implementati su tutti i vini commercializzati presso la Maison South West France di Wuhan.

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